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Casa Ruda

La Dimora

A Suelli sorge un altro edificio importante: la Casa Ruda, una casa-museo con interessanti testimonianze documentali della vita e della cultura agropastorale trexentese. I locali, restaurati con attenzione e buon gusto, ospitano congressi, cerimonie di premiazione, incontri culturali, feste di matrimoni e serate in onore di ospiti illustri. Un recupero intelligente, quello di Casa Ruda. Dopo diversi tentativi di allestimento di case-museo, di ricostruzione folcloristica di ambienti improntati alla civiltà contadina che si sono succeduti in questi ultimi anni, è lodevole quanto si è realizzato a Suelli, nella Trexenta, dove è stata restaurata un'antica casa signorile e sistemata in modo da costituire, oltre che un'abitazione, anche un accogliente luogo di ritrovo: un museo vivo, compreso un ristorante capace di numerosi coperti. È un complesso di notevoli dimensioni, che si articola in accoglienti corti e giardini: dalla dimora patrizia risalente alla fine del '700 alle numerose dipendenze. È un fatto architettonico di rilievo, che fa rivivere questa casa fattoria. Ma ciò che rende più interessante questo complesso è il metodo che essa suggerisce per la conservazione della casa nei vecchi nuclei della Trexenta, della Marmilla e dei Campidani, casa appunto articolata attorno a spazi a cielo libero."

Il primo impianto della Casa Ruda risale al principio del 1600. Il palazzetto padronale, gli affreschi, i dipinti e gli arredi sono databili alla fine del 1800. Casa Ruda può accogliere nei suoi locali fini a 1200 convitati, distribuiti tra la Sala Aragonese, la Sala del Granaio e la Sala degli Arazzi. Nella bella stagione il loggiato della Corte di Mezzo può ospitare fino a 250 persone. Tutti gli ambienti sono termocondizionati. Un ampio parcheggio custodito è a disposizione dei signori ospiti. Il paese di Suelli, situato a 42 chilometri da Cagliari, è facilmente raggiungibile tramite le strade statali 131 e 128, oppure per ferrovia, con le linee turistiche del Trenino Verde. Quello che oggi appare come un piccolo ed ameno villaggio collinare, è stato per lungo tempo un importante sede episcopale, come ancor oggi testimoniano la cattedrale e il santuario intitolati a San Giorgio, vescovo di Suelli vissuto nell'anno Mille. A lui è dedicato il notevole retablo cinquecentesco, opera di Pietro e Michele Cavaro, che si osserva all'interno della chiesa.